Le fasi della protesi d'anca mininvasiva

Quando si parla di intervento di protesi d'anca mininvasiva occorre specificare che esistono diverse fasi, alcune che si realizzano prima dell'intervento, altre sono le vere e proprie fasi chirurgiche e poi ve ne sono altre dopo la fine dell'intervento.

La PRIMA FASE è rappresentata dallo studio d'insieme, che avviene in ambulatorio durante la valutazione clinica e radiografica. In questa fase si valutano gli aspetti radiografici del danno articolare e alla conformazione articolare associati alla caratteristiche cliniche di ogni singolo individuo, la struttura generale del corpo, il peso corporeo, le altre articolazioni, l'autonomia nella vita di tutti i giorni e le evntuali altre patologie presenti. In questa fase si stabilisce la tecnica chirurgica più adeguata e si stablisce il gruppo di impianto protesico più adatto.

La SECONDA FASE è rappresentata dalla progettazione dell'intervento (planning preoperatorio), una volta eseguite delle radiografie specifiche attraverso software dedicati si studia lo specifico posizionamento, gli specifici modelli di protesi, le taglie e gli accoppiamenti.

Hip Planning Dott. Blasi

Si arriva quindi al giorno dell'intervento, alle FASI IN SALA OPERATORIA:

Una vota che la persona viene accompagnata nel blocco chirurgico viene accolta dall'anestesista che esegue l'anestesia specifica.

Accompagnata la persona all'interno della sala operatoria vengono applicati tutti gli strumentari per monitorare i parametri vitali (elettrocardiogramma, saturazione di ossigeno, pressione).

Nel frattempo la ferrista ha già preparato l'ambiente sterile con tutti gli strumentari e aiuterà il chirurgo nel processo di vestizione.

I chirurghi (in genere 2 o 3) insieme alla ferrista preparano con teli adesivi specifici il campo operatorio sterile, una delimitazione della zona dove verrà eseguito l'intervento di massima attenzione alla sterilità (cioè libera da microrganismi e contaminanti).

Si può quindi iniziare la FASE chirurgica:

Il primo gesto è l'incisione della cute con specifico bisturi, chiaramente la persona non avverte nessun dolore grazie all'effetto dell'anestesia.

Si procede poi sui piani sottostanti, nella chirurgia mininvasiva anteriore non occorre sezionare tendini o muscoli, per cui si giunge all'articolazione dell'anca per "via smussa", cioè spostando i muscoli. Vengono poi posizionati i specifici divaricatori in posizione prestabilite e studiate per proteggere le strutture nobili, i nervi, le arterie e le vene. Una volta eseguita l'apertura della capsula vi sivualizza la struttura ossea. Con idonei strumentari vengono predisposte le superfici articolari del femore e del bacino. La preparazione risulta importantissima, perchè le componenti protesiche saranno alloggiate proprio nella sede preparata. Per questo la progettazione dell'intervento risulta fondamentale sia in termini di posizionamento che di scelta del tipo di protesi.

Grazie all'utilizzo di componenti di prova è possibile eseguire tutte le verifiche di stabilità, ampiezza di movimento e lunghezza. Verranno poi posizionate le componenti definitive sterili ed eseguite le ulteriori verifiche. Completato il posizionamento, viene immediatamente eseguita la verifica radiografica dell'intervento. Si procede quindi alla sutura e poi al posizionamento della medicazione. 

La persona viene quindi riaccompaganata nella stanza di degenza.

Inizia qui la FASE DEL DECORSO POSTOPERATORIO nel quale la persona riprende la camminata, le autonomie e vengono contollate periodicamente le medicazioni e gli esami del sangue.

Quando tutto è tranquillo può avvenire la dimissione al domicilio nel quale proseguirà i recupero e la ribilitazione.

 

Dott. Andrea Blasi

 

 

Protesi danca mininvavica convenzionata con FASI

 

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