Lesione dei nervi sciatico e femorale nella protesi d'anca

Le lesioni dei nervi sciatico e femorale nella protesi d'anca rappresenta un evento raro, spesso parziale, che in genere presenta un recupero progressivo ma lento (12-18 mesi).

Condizioni di deformità articolari, come la displasia, precedenti interventi chirurgicie le grosse masse muscolari  rendono questa condizione più rischiosa. Anche il diabete e l'obesità costituiscono fattori di rischio.

In generale il rischio di lesioni dei nervi nell'intervento di protesi d'anca si stima tra lo 0,5 e il 3,8% degli interventi.

L'articolazione dell'anca è circondata da nervi che devono essere divaricati per poter eseguire l'intervento. 

Per poter raggiungere l'articolazione occorre utilizzare dei divaricatori che spostano le strutture muscolari, tendinee e legamentose; i nervi si spostano indirettamente con interposizione di queste strutture.

I nervi, quindi, durante l'intervento subiscono sempre una trazione, una compressione e un ridotto afflusso di sangue legato dalla compressione. In alcune situazioni, la cui causa rimane sconosciuta, si può determinare un danno del nervo.

Questa particolare situazione anatomica è chiaramente molto nota e studiata, ma anche in mani molto esperte con le massime attenzioni, rende imprevedibile il rischio di lesione dei nervi.

 

Lesione nervi sciatico femorale protesi anca

I nervi che possono essere interessati da lesioni durante l’intervento di protesi d'anca sono più comunemente il nervo sciatico (sciatico popliteo interno e/o lo sciatico popliteo esterno SPE), il  nervo femorale, il nervo otturatore, i nervi glutei superiori ed il nervo femoro cutaneo laterale.

 

Le lesioni dei nervi durante l'intervento di protesi d'anca sono in principalmente da schiacciamento/compressione o da stiramento (neuroprassia), più raramente sono tipo traumatico con interruzione delle fibre nervose o dovute alla formazione di un ematoma.

A volte su può associare una sofferenza ischemica, da cattiva circolazione del sangue vicino al nervo.

I sintomi principali includono il dolore neuropatico, il formicolio, il brucioree i deficit di forza e sensibilità.

Il nervo sciatico popliteo esterno (SPE) è il nervo pià coinvolto, in quanto le sue fibre sono più esterne e quindi meno protette, inoltre il nervo a una minor possibilità di tollerare gli spostamenti perchè presenta degli ancoraggi più brevi.

Anche l'artrosi, con la rigidità dei tendini e delle strutture articolari e le possibili aderenze rendono i nervi meno mobili durante l'utilizzo dei divaricatori. A questo si associa, inoltre, una diversa suscettibilità individuale delle fibre nervose (neuropatie acquisite o ereditarie).

Purtroppo con nessuna via chirurgica di accesso all'anca (posteriore, laterale, anteriore) e neanche nelle mani dei più grandi esperti, si può evitare con certezza un possibile danno ad un nervo durante l'intervento di protesi d'anca (il rischio è imprevedibile).

Molto spesso, fortunatamente, il danno risulta essere parziale, permettendo al nervo un recupero progressivo.

La fisiologica biologia del recupero di un nervo lesionato durante un intervento di protesi anca prevede tempi di riattivazione del nervo che iniziano dopo 6-12 mesi. In genere il nervo femorale incomincia a recuperare prima dei 6 mesi, mentre il nervo sciatico e il nervo sciatico popliteo esterno (SPE) incominciano dopo 12 mesi.

Sarà molto importante nel periodo di ripresa del nervo, mantenere l'attivazione del muscolo, in genere con l'elettrostimolazione, e mantenere la mobilità della caviglia per permettere un migliore recupero possibile.

 

 

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dott. andrea blasi ortopedico

 

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