Protesi d'anca Ceramica-Ceramica

Le bioceramiche sono state introdotte negli anni 70 per risolvere i problemi dell'usura delle protesi d'anca nelle zone dove avviene lo scivolamento ("snodo").

I risultati sono sempre stati buoni e attualmente gli accoppiamenti testina-inserto in ceramica rappresentano un'ottima soluzione utilizzata in tutto il mondo.

Le ceramiche tecniche hanno molteplici applicazioni, tra le quali la balistica (materiali antiproiettili) e negli impianti tessili dove lavorano ad alto numero di giri e di continuo (h24).

La protesi d'anca è costituita da più componenti che vengono assemblati durante l'intervento dal chirurgo per far fronte alle esigenze del singolo paziente e per ripristinare una corretta biomeccanica.

Protesi anca Ceramica

La parte su cui avvieve lo scivolamento ("snodo") della protesi è rappresentato dalla testina e dall'inserto del cotile (coppa).

Allo stato attuale gli accoppiamenti nella protesi d'anca maggiomente utilizzati prevedono l'accoppiamento ceramica-ceramica o ceramica-polietilene.

Si tratta di materiali studiati e testati nel tempo con altissimi standard di qualità e resistenza.

Purtroppo però, nessun materiale ci potrà mai dare garanzie assolute, e nel corso del tempo ogni materiale può andare incontro a problemi, alcuni più precoci e improvvisi altri più tardivi e lenti.

Il polietilene può andare incontro ad usura e conseguentemente indurre osteolisi (cioè l'indebolimento dell'osso vicino alla protesi), in genere questo avviene lentamente e i problemi in genere si avvertono dopo anni. 

Anche la ceramica, seppur molto raramente, può andare incontro a inconvenienti. Si può verificare rumorosità o rottura; rispetto ai problemi del polietilene ciò avviene in modo più improvviso e avendo un effetto più eclatante, ma permettendo anche di reintervenire in modo più tempestivo evitando danni futuri.

Del resto ci rendiamo conto che il nostro lavoro di "aggiustare" il corpo umano deve fare i conti con il fatto che niente è meglio di Madre Natura.

I risultati dell'intervento di protesi d'anca rimangono comunque molto buoni.

La percentuale di sopravvivenza della protesi d'anca è oggi molto alta e offre una ottima oppurtinunità di recuperare una qualità di vita importante.

I risultati continueranno a migliorare, il nostro impegno associato a quello degli ingeneri biomedici di migliorare le tecniche e i materiali durante la pratica chirurgica, attraverso corsi e master costituisce il nostro obiettivo continuo.

Dott. Andrea Blasi (leggi informazioni)

 

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