Protesi d'anca Ceramica-Ceramica

Le bioceramiche sono state introdotte negli anni 70 per risolvere i problemi dell'usura nelle zone dove avviene lo scivolamento ("snodo") delle protesi d'anca.

I risultati sono sempre stati buoni e attualmente gli accoppiamenti testina-inserto in ceramica rappresentano i migliori risultati sui cui confrontarsi.

Le bioceramiche trovano inoltre utilizzo nella balistica (materiali antiproiettili) e negli impianti tessili dove lavorano ad alto numero di giri e di continuo (h24).

La protesi d'anca è costituita da più componenti che vengono assemblati durante l'intervento dal chirurgo per far fronte alle esigenze del singolo paziente e per ripristinare una corretta biomeccanica.

Protesi anca Ceramica

La parte su cui avvieve lo scivolamento ("snodo") della protesi è rappresentato dalla testina e dall'inserto del cotile (coppa).

Allo stato attuale gli accoppiamenti nella protesi d'anca maggiomente utilizzati prevedono l'accoppiamento ceramica-ceramica o ceramica-polietilene.

Si tratta di materiali altamente studiati e testati nel tempo con altissimi standard di qualità e resistenza.

Purtroppo però, nessun materiale ci potrà mai dare garanzie assulute che non possa succedergli niente, e nel corso del tempo ogni materiale può andare incontro a problemi, alcuni più precoci e improvvisi altri più tardivi e lenti.

Il polietilene può andare incontro ad usura, in genere questo avviene lentamente e i problemi in genere si avvertono dopo anni. Da circa 10 anni è stato migliorato (crosslinked e vitamina E) e anche i risultati sono notevolmente migliorati.

La ceramica può andare incontro a cigolio o a rottura e questo in genere avviene in modo più improvviso e quindi viene vissuto in modo più eclatante.

Del resto ci rendiamo conto che il nostro lavoro di "aggiustare" il corpo umano deve fare i conti con il fatto che niente è meglio di Madre Natura.

I risultati dell'intervento di protesi d'anca rimangono comunque molto buoni.

Il rischio perioperatorio (cioè che succeda qualcosa di rilevante durante l'intervento o nel periodo subito dopo) porta a buoni risultati nel 98-99% dei casi, percentuale molto alta se pensiamo che stiamo parlando di un intervento chirurgico.

Anche i risultati nel lungo periodo sono più che soddisfacenti, infatti il dopo 20 anni abbiamo il 90% di buoni risutati.

I risultati continueranno a migliorare, il nostro impegno associato a quello degli ingenieri biomedici di migliorare le tecniche e i materiali durante la pratica chirurgica e attraverso corsi e master costituisce il nostro impegno continuo.

Dott. Andrea Blasi (leggi informazioni)

 

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dott. andrea blasi ortopedico

 

 

 

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