Artrosi d'anca e bicicletta

La bicicletta nell’artrosi dell’anca è spesso una buona soluzione per svolgere attività fisica. Non in tutte le persone però è consigliata, soprattutto in pazienti con conflitto femoro-acetabolare può essere dannosa se il movimento della gamba si avvicina alla zona di conflitto.

 

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L’anca sana è una articolazione che “a fine corsa” durante il suo movimento non ha un contatto (conflitto) tra le superfici ossee. Qiundi l'anca sana fa movimenti completi senza avere contatti dannosi a "fine corsa".

Nelle persone affette da CONFLITTO femoro-acetabolare "a fine corsa" si crea un contatto che, se ripetuto ciclicamente determina un danno della cartilagine e lo sviluppo dell’artrosi.

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Questa situazione di conflitto si verifica più facilmente quando alla flessione si accompagna la rotazione verso l'interno del corpo.

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Mi sto riferendo al movimento della flessione dell’anca, cioè quando il ginocchio si avvicina al petto (come si vede bene nella foto del ciclista, ma anche nella bici per svago con sella bassa).

Man mano che si sviluppa l’artrosi dell'anca questo contatto si verifica sempre ad una ampiezza di movimento minore.

E’ stimato che circa il 15-20 % della popolazione presenta una conformazione ossea con conflitto femoro-acetabolare, non tutti sviluppano nella loro vita disturbi ed artosi ma ne sono predisposti.

L’angolo a cui si verifica il contatto è diversa nelle singole persone e va valutato dallo specialista di fiducia.

Per quanto concerne chi svolge ciclismo in modo agonistico, risultano molto importanti alcuni campanelli d’allarme come i dolori inguinali o la pubalgia.

Molti di questi sportivi con conflitto femoro acetolare (FAI Cam o Pincer) mi chiedono se potranno svolgere ancora la loro attività, risulta molto importante verificare a quanti gradi si verifica il conflitto e poi adottare correzioni all’assetto della bici.

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L’altezza della sella rispetto al manubrio risulta determinante per ridurre l’angolo tra il tronco e la coscia ed evitare il conflitto osseo.

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Anche sostituire alcuni componenti per la regolazione dell'altezza del manubrio può essere utili per evite posizione scorrette.

 

Nella MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE con artrosi dell'anca, fortunatamente non vi è conflitto osseo e la bicicletta diventa una ottima soluzione per svolgere attività fisica.

Infatti con la bicicletta il peso del corpo viene scaricato sulla sella e le anche e le ginocchia possono così svolgere il loro movimento con sforzi molto minori.

La velocità e la durata della "pedalata" risultano molto importanti per capire quanto ogni singola persona con artosi dell'anca può sforzare le sue articolazioni.

Se troppo sforzate le articolazioni con artrosi si infiammano e dopo occorre il riposo e varie terapie.

Consiglio di incomincire con giri brevi senza "spingere" troppo, cioè all'inizio giretti tranquilli. Se il giorno dopo le articolazioni hanno risposto bene, cioè al massimo con solo un lieve dolore, allora si può continuare con i giretti tranquilli. Se dopo una settimana non vi sono dolori particolari, allora si può aumentare sempre in modo graduale, e sempre ascoltando i disturbi il giorno dopo.

Infatti durante l'attività fisica il nostro cervello produce le endorfine che sono sostanze che non ci fanno sentire il dolore. In genere mi viene riferito "quando mi scaldo non sento più niente", sono proprio le endorfine a darci questa sensazione. 

Non fidatevi quindi di quello che sentite durante l'attività fisica ma ascoltatevi la sera e il giorno dopo, se il corpo dice "ok", allora è "ok" veramente.

Buona padalata!

 

ZBFR anca ginocchio Barcellona

 

 

dott. andrea blasi ortopedico

 

Dott. Andrea Blasi (leggi informazioni)

 

 

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